

Modena compie un nuovo passo concreto verso la mobilità a idrogeno. Mercoledì 23 settembre 2026, presso il deposito SETA di Strada Sant’Anna 210, è stato presentato il nuovo impianto di stoccaggio, compressione e rifornimento di idrogeno destinato ad alimentare la nuova flotta di autobus fuel cell del trasporto pubblico locale. Bieffe Project, insieme al progetto Mimì Hydrogen Car, è stata invitata all’evento nell’ambito delle realtà impegnate nello sviluppo e nella promozione delle tecnologie per una mobilità più sostenibile basata sull’idrogeno.
L’iniziativa, curata da aMo – Agenzia per la Mobilità di Modena e SETA, si inserisce nel percorso avviato dal Comune di Modena per il rinnovo tecnologico del trasporto pubblico e per la costruzione di un ecosistema territoriale legato all’idrogeno. La presentazione del 23 settembre è stata inoltre inserita nel programma modenese della Settimana Europea della Mobilità.
Dodici autobus fuel cell per il trasporto pubblico di Modena
Il progetto comprende l’introduzione nella flotta SETA di 12 autobus Solaris Urbino 12 Hydrogen, veicoli da 12 metri dotati di trazione elettrica alimentata attraverso celle a combustibile a idrogeno. L’investimento complessivo indicato per autobus e infrastruttura è pari a circa 12 milioni di euro, dei quali 8,2 milioni finanziati attraverso risorse PNRR assegnate al Comune di Modena e 3,8 milioni sostenuti da SETA in autofinanziamento.
Dal punto di vista tecnico, un veicolo FCEV – Fuel Cell Electric Vehicle utilizza l’idrogeno come vettore energetico: all’interno della fuel cell l’energia chimica viene trasformata elettrochimicamente in energia elettrica, che alimenta il sistema di trazione. Non avviene quindi una combustione convenzionale e, durante il funzionamento del veicolo, l’emissione allo scarico è costituita essenzialmente da vapore acqueo.
A regime, i dodici autobus dovrebbero utilizzare complessivamente circa 50 tonnellate di idrogeno all’anno, con una percorrenza prevista di circa 660.000 chilometri annui. Secondo i dati comunicati in occasione della presentazione, il confronto con autobus diesel equivalenti porta a una riduzione stimata nell’ordine delle 737 tonnellate di CO₂ sulla medesima percorrenza.
È importante distinguere, dal punto di vista tecnico, tra zero emissioni locali allo scarico e impatto ambientale complessivo del vettore idrogeno: quest’ultimo dipende infatti anche dal processo utilizzato per produrre l’H₂ e dall’intera catena energetica. La costruzione di infrastrutture, domanda e competenze territoriali rappresenta però una condizione fondamentale per rendere progressivamente possibile l’impiego di idrogeno rinnovabile su scala industriale.
Una nuova stazione di rifornimento a idrogeno nel deposito SETA
Elemento centrale del progetto è la nuova stazione di rifornimento idrogeno di Modena, realizzata presso il deposito SETA.
L’infrastruttura, realizzata con il contributo tecnologico di CEDEM, è configurata per il rifornimento dei veicoli pesanti a 350 bar e comprende sistemi di stoccaggio dell’H₂ fino a 500 barg, compressori oil-free, erogatori H35, sistemi di raffreddamento del gas e apparati automatizzati per il controllo dei processi di riempimento e svuotamento.
La sicurezza e la gestione dell’impianto sono supportate da sistemi di rilevazione dell’idrogeno e della fiamma, supervisione dei processi, videosorveglianza e monitoraggio remoto. CEDEM ha inoltre sviluppato competenze specifiche nel settore attraverso il progetto CedeMOve, dedicato allo sviluppo di componenti e sistemi per stazioni di rifornimento H₂, inclusi erogatori H35 e H70, valvole di sicurezza e tecnologie di manutenzione predittiva.
La presenza a Modena di competenze industriali sulla progettazione, costruzione, controllo e manutenzione delle infrastrutture costituisce un elemento particolarmente rilevante: una vera filiera dell’idrogeno non può infatti limitarsi alla produzione del vettore energetico, ma richiede tecnologie per compressione, stoccaggio, distribuzione, rifornimento, sicurezza e utilizzo finale.
Dalla stazione a 350 bar verso il rifornimento a 700 bar
Il nuovo impianto rappresenta inoltre una piattaforma destinata a evolvere.
Nel progetto EcoMove 2030, il Comune di Modena ha previsto il potenziamento dell’infrastruttura di distribuzione dell’idrogeno attraverso l’introduzione della possibilità di erogazione anche a 700 bar, pressione comunemente utilizzata per numerose applicazioni automotive leggere a idrogeno.
L’obiettivo dichiarato è estendere progressivamente l’utilizzo della stazione oltre gli autobus, rendendo l’infrastruttura disponibile anche per autoveicoli e mezzi leggeri destinati alla mobilità urbana, tra cui taxi, NCC, car sharing e veicoli privati.
È un passaggio particolarmente significativo perché trasforma un’infrastruttura nata principalmente per il trasporto pubblico in un possibile nodo di una futura rete di mobilità a idrogeno a Modena.


Bieffe Project e Mimì: l’idrogeno applicato alla mobilità leggera e all’ultimo miglio
È proprio in questo scenario che si inserisce l’esperienza di Bieffe Project con Mimì Hydrogen Car, progetto modenese dedicato alla micromobilità professionale e alla logistica urbana.
Mimì è un veicolo leggero di categoria L7 pensato per l’ultimo miglio, sviluppato con un’architettura energetica che integra fuel cell a idrogeno, supercapacitori allo stato solido e batterie al litio. L’obiettivo progettuale è utilizzare in modo complementare le differenti caratteristiche dei sistemi di accumulo e generazione dell’energia, sviluppando una soluzione compatta destinata alla mobilità urbana, suburbana, al trasporto merci e ai servizi di pubblica utilità.
L’invito rivolto a Bieffe Project e Mimì in occasione dell’inaugurazione del nuovo impianto SETA assume quindi un significato che va oltre il singolo evento: mette in relazione il trasporto pubblico pesante con lo sviluppo di nuove applicazioni dell’idrogeno nella mobilità leggera, nella logistica urbana e nei servizi last mile.
Autobus, veicoli commerciali leggeri e infrastrutture di rifornimento appartengono infatti allo stesso problema industriale: raggiungere volumi di utilizzo sufficienti a rendere sostenibile la realizzazione di una rete H₂ e, contemporaneamente, rendere disponibile una rete sufficientemente capillare da favorire lo sviluppo dei veicoli.
Modena Hydrogen Valley: istituzioni, energia, infrastrutture e industria
L’intervento di Strada Sant’Anna non è isolato. Si colloca all’interno della più ampia strategia della Hydrogen Valley di Modena, sviluppata attorno al progetto IdrogeMO e alla creazione sul territorio di una filiera dedicata alla produzione e all’utilizzo dell’idrogeno.
Il protocollo territoriale coinvolge, tra gli altri, Comune di Modena, SETA, AESS – Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile, Gruppo Hera, Snam, Unimore, ENEA, Camera di Commercio e Fondazione Democenter. Il progetto IdrogeMO prevede la realizzazione di un polo con una capacità potenziale di produzione fino a 400 tonnellate di idrogeno rinnovabile all’anno.
In questo sistema, AESS porta competenze legate alla transizione energetica, all’efficienza, alle energie rinnovabili e alla riduzione delle emissioni; aMo opera sul fronte della pianificazione della mobilità e del trasporto pubblico; SETA rappresenta l’utilizzatore operativo della nuova tecnologia nel TPL; CEDEM contribuisce sul versante delle infrastrutture e delle tecnologie di distribuzione dell’idrogeno.
Il Comune di Modena svolge quindi un ruolo di raccordo tra politiche pubbliche, mobilità, infrastrutture energetiche e sviluppo industriale, con l’obiettivo di trasformare sperimentazioni e progetti tecnologici in un sistema integrato.


Dalla sperimentazione a un ecosistema industriale dell’idrogeno
L’inaugurazione della stazione di rifornimento a idrogeno SETA di Modena rappresenta soprattutto il passaggio da una fase prevalentemente progettuale alla disponibilità di un’infrastruttura reale e operativa.
Per Bieffe Project, impegnata nello sviluppo di Mimì Hydrogen Car e nelle tecnologie applicate alla mobilità sostenibile, la crescita dell’ecosistema modenese dell’idrogeno rappresenta un elemento strategico. La disponibilità di infrastrutture, competenze specialistiche, soggetti industriali e programmi pubblici è infatti indispensabile affinché l’idrogeno possa trovare applicazioni concrete non soltanto nel trasporto pubblico, ma anche nella logistica dell’ultimo miglio, nei veicoli commerciali leggeri, nei servizi urbani e nelle nuove piattaforme di mobilità.
Modena dispone di una tradizione industriale strettamente legata all’automotive e alla progettazione avanzata. La sfida dei prossimi anni sarà trasferire questo patrimonio di competenze verso nuove architetture energetiche e nuovi sistemi di propulsione, valutando ciascuna tecnologia sulla base dell’efficienza complessiva, delle condizioni operative e della reale disponibilità delle infrastrutture.
Il nuovo impianto SETA è un tassello concreto di questo percorso.
Per Bieffe Project e Mimì, essere parte del confronto tra istituzioni, operatori del trasporto, imprese energetiche e aziende tecnologiche significa contribuire alla costruzione di una filiera nella quale progettazione automotive, infrastrutture H₂ e produzione di energia possano evolvere insieme.
Una mobilità a idrogeno realmente industriale nasce infatti dall’integrazione fra veicolo, energia e infrastruttura. A Modena, questi tre elementi stanno iniziando a incontrarsi.
CHI SIAMO E COSA FACCIAMO
Bieffe Project è un’azienda di ingegneria che si occupa di progettazione automotive, progettazione meccanica ed industriale, gigacastings, CAE , Design & Stile, Manufacturing Technologies, Analisi dei materiali, Prototipazione rapida/modelleria e materiali compositi.
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